Il TPU è il materiale più divertente della stampa 3D — cover, guarnizioni, ruote, cerniere flessibili — e anche quello con la peggior fama tra i principianti. La fama è meritata solo a metà: con le impostazioni giuste il TPU moderno (95A) si stampa senza drammi. Ecco cosa serve sapere.
Prima cosa: la durezza (Shore)
Il TPU si classifica in durezza Shore A. Più basso il numero, più morbido — e più difficile da stampare:
| Durezza | Al tatto | Difficoltà | Usi tipici |
|---|---|---|---|
| 95A (il più diffuso) | Gomma dura, tipo suola | Bassa-media | Cover, ruote, ganci flessibili |
| 90A | Gomma media | Media | Guarnizioni, impugnature |
| 85A e sotto | Morbido, comprimibile | Alta | Ammortizzatori, oggetti squishy |
Se è il tuo primo TPU, parti dal 95A: quasi tutte le bobine economiche in circolazione (SUNLU, eSUN, Overture) sono 95A proprio perché è il punto d'equilibrio tra flessibilità e stampabilità.
Direct drive vs bowden: la differenza vera
Il TPU è un elastico: se lo spingi lungo un tubo (sistema bowden) si comprime e si attorciglia. Con l'estrusore direct drive (motore sopra l'ugello) il percorso è di pochi centimetri e il controllo è ottimo.
- Direct drive (Bambu Lab, Prusa MK3/MK4, Ender 3 S1, Sprite/Hemera…): TPU 95A tranquillo, anche a 40–60 mm/s sulle macchine moderne.
- Bowden (Ender 3 classica, molte macchine economiche): si può fare, ma solo 95A, lento (15–20 mm/s) e con retrazione quasi azzerata.
Le impostazioni che funzionano (95A, direct drive)
| Parametro | Valore di partenza | Perché |
|---|---|---|
| Temperatura estrusore | 215–225 °C | Più caldo = layer più saldi ma più fili |
| Piatto | 35–50 °C | Aderisce facilissimo, non serve di più |
| Velocità | 25–40 mm/s (fino a 60 su macchine moderne) | La fretta è il nemico n.1 del TPU |
| Retrazione | 0,5–1,5 mm lenta (direct) | Retrazioni lunghe = filamento attorcigliato |
| Ventola | 50–100% | Aiuta ponti e dettagli |
| Flusso | 105–110% se vedi buchi | Il TPU tende a sottoestrudere |
I 5 errori classici col TPU
- Stampare veloce come il PLA: l'estrusore comprime il filamento che si accartoccia dentro l'ingranaggio. Se senti "tac" e la stampa si interrompe, era questo.
- Filamento umido: il TPU assorbe umidità in pochi giorni all'aria. Fili ovunque, superfici bollose e layer deboli: asciugalo (50 °C, 6–8 ore) e tienilo in contenitore ermetico.
- Ignorare il percorso del filamento: dal portabobina all'estrusore non devono esserci angoli dove il filamento molle possa fuoriuscire o incastrarsi. Bobina sopra la stampante, percorso corto e verticale.
- Retrazione da PLA (5–6 mm): garanzia di ingorghi. Meglio accettare qualche filo e pulirlo dopo col soffiatore ad aria calda (un colpo di 2 secondi fa sparire lo stringing).
- Primo layer schiacciato: il TPU aderisce già benissimo; se lo schiacci troppo diventa difficilissimo da staccare dal piatto.
Trucchi di design per oggetti flessibili
- L'infill governa la rigidità: lo stesso oggetto al 15% è comprimibile, al 60% è quasi rigido. Puoi "programmare" la morbidezza col riempimento.
- Gyroid è il pattern perfetto per il TPU: flette uniformemente in tutte le direzioni.
- Pareti sottili (1–2 perimetri) per parti che devono piegarsi, spesse per parti che devono solo assorbire urti.
Vale la pena?
Assolutamente sì: il TPU apre una categoria di oggetti che nessun altro materiale copre — e i pezzi in TPU sono quasi indistruttibili. Una bobina da 1 kg di TPU 95A si trova in offerta a 15–20 €: guarda le offerte TPU attuali e inizia con qualcosa di semplice come una cover o un piedino antivibrazione.